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Sfiducia fallita, il sindaco Mosca va avanti nel segno dei risultati

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La mozione di sfiducia contro il sindaco Alberto Mosca è stata respinta. È un fatto politico che pesa, più di qualsiasi interpretazione. Significa che la Maggioranza, pur ridimensionata nei numeri..

Data:

31 Marzo 2026

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La mozione di sfiducia contro il sindaco Alberto Mosca è stata respinta. È un fatto politico che pesa, più di qualsiasi interpretazione. Significa che la Maggioranza, pur ridimensionata nei numeri, esiste ancora e soprattutto resta tale nella sostanza. Una squadra di amministratori che non ha smesso di credere nel proprio mandato e nel dovere di portarlo a termine nell’interesse della Comunità.

Non è solo una questione di tenuta politica, ma di contenuti. Nel corso dell’Assise di ieri sono stati messi in fila dati, interventi, opere pubbliche. I consiglieri Rosella Garrisi e Temistocle Belmonte hanno elencato con precisione ciò che è stato fatto. Un passaggio non formale, ma sostanziale perché misura il lavoro svolto e dà il senso di un’azione amministrativa concreta. In tre anni e mezzo l’Amministrazione Mosca ha fatto più di quanto realizzato nei vent’anni precedenti.

Si può essere d’accordo o meno, ma questo è il terreno su cui si gioca il confronto serio. Parlano i risultati. Ed è proprio su questa base che l’Amministrazione rivendica la legittimità di andare avanti. Senza cambiare rotta. Con lo stesso impegno e con rinnovata energia, per completare il programma di mandato e chiudere il cerchio di quanto avviato.

Resta, però, un punto che non può essere archiviato come semplice dialettica politica. Le ripetute pressioni verbali nei confronti della presidente del consiglio comunale, Diana Sciamanna e del segretario generale, Giulia Di Matteo, rappresentano un elemento che merita una seria riflessione. Perché il confronto può essere anche duro, ma non può arrivare a compromettere la serenità di chi è chiamato a garantire il rispetto delle regole.

La politica vive di contrapposizioni, è nella sua natura. Ma esistono confini che non dovrebbe mai essere superati. Quei confini si chiamano regole deontologiche e del rispetto istituzionale.

È proprio dentro questo perimetro che si misura la qualità della democrazia. A maggior ragione in un luogo come il consiglio comunale, dove le differenze devono restare confronto e non diventare altro.

Addetta stampa

d.ssa Tiziana Cardarelli

Ultimo aggiornamento: 31/03/2026, 18:08

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